"Stonewall" di Roland Emmerich

Roland Emmerich: Independance Day, Stargate, Godzilla, The Day After Tomorrow. Film catastrofici, fantascientifici e d’azione. Blockbuster con difetti evidenti di sceneggiatura e scrittura. Ecco, pensate a tutto questo e poi vedete Stonewall, storia dei noti moti omonimi fra la polizia (corrotta) di New York e il movimento omosessuale della città. Sostanzialmente ricordato, come il principio della lotta per i diritti LGBT (negli anni Novanta i moti furono oggetto di un film dal medesimo, ovviamente, titolo e dal successo altrettanto infelice). Era il 1969. Il clima era quello della contestazione. Gli omosessuali non potevano rivestire cariche pubbliche perché considerati malati mentali, i ragazzi venivano cacciati di case o scappavano via perché non accettati. Finivano in strada, spesso si prostituivano. La situazione era complessa, difficile, infelice. Come capita al protagonista Danny, ostracizzato dalla piccola comunità di provincia dopo essere stato scoperto con il quarterback della scuola, che suo padre allena e che “glielo rovina”. È la fine di tutto, anche dell’università, la Columbia, dove è stato accettato e ha ricevuto una borsa di studio perché il padre non gli ha firmato l’autorizzazione per i documenti. Stupisce che la sceneggiatura sia firmata da Jon Robin Baitz, creatore e autore (della parte buona) di Brothers & Sisters, premio Pulitzer nel 1996 per la pièce A Fair Country e finalista qualche anno fa per Other Desert Cities. Uno che quindi sa come si tiene una penna in mano. Invece questo Stonewall oltre ad essere diretto come un disaster movie, ironicamente e non, ha un forte problema di scrittura perché sempliciza fino al ridicolo, inserisce stereotipi fino all'esasperazione e soprattutto personaggi macchiettistici e privi di spessore, dialoghi che sembrano lontani da chi conosce bene quell'episodio e ha dato prova di saperlo raccontare in altri modi. Non tutto è pessimo, ma è mediocre nel complesso. Anche la recitazione degli interpreti: scialba la prova del giovane Jeremy Irvine, peggiore quella di Jonathan Rhys Meyers, nel ruolo del ricco e giovane e politicizzato interesse amoroso di Danny. Ci si pone la domanda: come si fa a sbagliare un film con una tematica storica e politica così forte. Come si fa!

Erminio Fischetti






Stonewall
Regia: Roland Emmerich
Cast: Jeremy Irvine, Jonathan Rhys Meyers, David Bubitt, Jonny Beauchamp, Karl Glusman
Produzione: USA, 2015
Durata: 129’
Distribuzione italiana: Adler Entertainment, 5 maggio 2016
Voto: 2/5
Successivo
« Precedente
Precedente
Successivo »