Il titolo originale è Infinitely polar bear, ma la traduzione italiana Teneramente folle per una volta è azzeccata. Il padre protagonista, Mark Ruffalo, alle prese con la crescita delle due figliolette tutto pepe mentre la madre, l’incantevole Zoe Saldana, deve lasciare Boston per studiare a New York e migliorare le condizioni di vita della famiglia, che è scoppiata ma non troppo, è folle, perché è affetto dalla sindrome bipolare, ma soprattutto è tenero.
Tenerissimo. Amorevole, imperfetto, cerca affetto in chiunque lo circondi, fa una cosa e ne sbaglia quindici, ma ha un cuore grande come l’oceano. E l’amore è il vero centro di questo film intimo e delicato, esordio alla regia di Maya Forbes che scrive e dirige la sua infanzia. Recitato molto bene da tutti e quattro i protagonisti, bimbe comprese, si vede che è del Sundance, è un po’ ruffiano ma ha il suo perché. Ambientato alla fine degli anni Settanta, è debitore di quella tipologia di cinema che rievoca in maniera compiuta: è quella la prima epoca della grande rivoluzione dei nostri tempi, quella per cui, fortunatamente, non è demandata solo alle madri la cura della prole, e c’è tutta una cinematografia, da Kramer contro Kramer in giù, che è appunto del 1979, che lo testimonia.
Erminio Fischetti
Teneramente folle
Regia: Maya Forbes
Sceneggiatura: Maya Forbes
Casty: Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Imogene Wolodarsky, Ashley Aufderheide
Distribuzione: Good Films, 18 giugno 2015
Nazionalità: USA, 2014
Voto: 3,5/5
