È Luciana Littizzetto ad animare l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino dando man forte a un visibilmente emozionato Paolo Virzì a suon di battute irriverenti e solite goliardie. In assenza di red carpet, ci pensa la Lucianona nazionale a portarlo direttamente da casa, arrotolato sotto il braccio e il cartellino “zero euro”. Che la crisi si sia fatta sentire anche in quel di Torino? Assolutamente no. Il TFF è apprezzato dagli addetti ai lavori e dai cinefili proprio per i grandi contenuti che ci offre ormai da 31 anni, in barba alla sfilata di vip più o meno noti che solo fino a poche sere prima sfilavano a Roma. Un Festival sobrio, elegante e sostanzioso, come vuole la tradizione, dove al posto della patina viene servito un menù autorevole e sofisticato.
Il programma di questa edizione del TFF è stato presentato dinanzi a una platea gremita di giornalisti, ospiti e istituzioni; dal sindaco Piero Fassino, al procuratore Capo di Torino, da Michele Placido a Micaela Ramazzotti. E ancora Elliott Gould, Guillermo Arriaga e il regista John Turtletaub, che con Last Vegas, commedia dal cast stellare (Michael Douglas, Morgan Freeman, Robert De Niro e Kevin Kline) ha dato ufficialmente inizio al festival. Non prima di ricordare la tragedia avvenuta in Sardegna e la scomparsa di Vito Scafidi il ragazzino di 17 anni che 5 anni fa perse la vita nel crollo di un controsoffitto a scuola.
Last Vegas
Un film d’apertura made in Oscar si potrebbe definire la pellicola presentata fuori concorso che ha dato il via all’edizione 2013 del TFF. Prendete il fascino intramontabile di Michael Douglas, la versatilità di Robert De Niro, il carisma di Morgan Freeman e la simpatia di Kevin Kline e il risultato non potrebbe essere che dei più brillanti, entusiastici e irriverenti. Anche se a onor del vero, in mano ai quattro moschettieri della cinematografia hollywoodiana anche la lettura di una guida telefonica apparirebbe interessante.
Brooklyn, anni 50: Billy, Paddy, Archie e Sam crescono insieme, alternando scazzottate a grandi gesti di amicizia. Conosciuti come i Quattro del Flatbush, passano le giornate combinandone di tutti i colori e innamorandosi spesso delle stesse ragazzine.
America, anni 2000: i nostri amici vivono in zone diverse degli States, ognuno con i propri fardelli da sopportare e le proprie vicissitudini. Ma basterà una telefonata del donnaiolo Billy a riportare a galla la loro amicizia e i ricordi. Ma anche tante questioni irrisolte che presto dovranno essere definitive. Il motivo della telefonata però è dei più allegri, ma anche inaspettati: le tombeur de femmes ha finalmente deciso di sposarsi (con una modella di 30 anni più giovane, of course!) e che addio al celibato sarebbe senza i suoi più cari amici?
Fra il serio e il faceto i quattro partono per Las Vegas con il proposito di rivivere i loro anni di migliori, dimenticandosi però di non avere più 20 anni. Almeno fisicamente! Fra attacchi di cuore, infiammazioni al nervo sciatico, vuoti di memoria e perdita della virilità a cui niente fa nemmeno “l’aiutino”, i quattro si immergono nella movida, mentre gli spettri di un passato taciuto riaffiorano silenti.
Una sceneggiatura assolutamente non originale ( la paura della vecchiaia, la voglia di giocare come se si fosse eternamente giovani, l’accoppiata uomo ricco/ donna bella e giovane sono temi ricorrenti nella letteratura cinematografica) che acquista piglio e vigore grazie a un cast che non ha certo bisogno di presentazioni. La strategia di Turtletaub ha funzionato. Senza i quattro moschettieri, Last Vegas indubbiamente sarebbe stata una commedia mediocre.
Giuseppina Genovese
Il programma di questa edizione del TFF è stato presentato dinanzi a una platea gremita di giornalisti, ospiti e istituzioni; dal sindaco Piero Fassino, al procuratore Capo di Torino, da Michele Placido a Micaela Ramazzotti. E ancora Elliott Gould, Guillermo Arriaga e il regista John Turtletaub, che con Last Vegas, commedia dal cast stellare (Michael Douglas, Morgan Freeman, Robert De Niro e Kevin Kline) ha dato ufficialmente inizio al festival. Non prima di ricordare la tragedia avvenuta in Sardegna e la scomparsa di Vito Scafidi il ragazzino di 17 anni che 5 anni fa perse la vita nel crollo di un controsoffitto a scuola.
Last Vegas
Un film d’apertura made in Oscar si potrebbe definire la pellicola presentata fuori concorso che ha dato il via all’edizione 2013 del TFF. Prendete il fascino intramontabile di Michael Douglas, la versatilità di Robert De Niro, il carisma di Morgan Freeman e la simpatia di Kevin Kline e il risultato non potrebbe essere che dei più brillanti, entusiastici e irriverenti. Anche se a onor del vero, in mano ai quattro moschettieri della cinematografia hollywoodiana anche la lettura di una guida telefonica apparirebbe interessante.
Brooklyn, anni 50: Billy, Paddy, Archie e Sam crescono insieme, alternando scazzottate a grandi gesti di amicizia. Conosciuti come i Quattro del Flatbush, passano le giornate combinandone di tutti i colori e innamorandosi spesso delle stesse ragazzine.
America, anni 2000: i nostri amici vivono in zone diverse degli States, ognuno con i propri fardelli da sopportare e le proprie vicissitudini. Ma basterà una telefonata del donnaiolo Billy a riportare a galla la loro amicizia e i ricordi. Ma anche tante questioni irrisolte che presto dovranno essere definitive. Il motivo della telefonata però è dei più allegri, ma anche inaspettati: le tombeur de femmes ha finalmente deciso di sposarsi (con una modella di 30 anni più giovane, of course!) e che addio al celibato sarebbe senza i suoi più cari amici?
Fra il serio e il faceto i quattro partono per Las Vegas con il proposito di rivivere i loro anni di migliori, dimenticandosi però di non avere più 20 anni. Almeno fisicamente! Fra attacchi di cuore, infiammazioni al nervo sciatico, vuoti di memoria e perdita della virilità a cui niente fa nemmeno “l’aiutino”, i quattro si immergono nella movida, mentre gli spettri di un passato taciuto riaffiorano silenti.
Una sceneggiatura assolutamente non originale ( la paura della vecchiaia, la voglia di giocare come se si fosse eternamente giovani, l’accoppiata uomo ricco/ donna bella e giovane sono temi ricorrenti nella letteratura cinematografica) che acquista piglio e vigore grazie a un cast che non ha certo bisogno di presentazioni. La strategia di Turtletaub ha funzionato. Senza i quattro moschettieri, Last Vegas indubbiamente sarebbe stata una commedia mediocre.
Giuseppina Genovese

