Il 17 gennaio arriva nelle sale in 35 copie (in lingua originale) Après mai, il film di Olivier Assayas, distribuito da Officine Ubu. Parigi inizio anni 70: alcuni giovani protestano contro lo Stato che lede la loro libertà. Gilles (Clémént Métayer), giovane liceale parigino, manifesta con i suoi compagni, contagiato dall’effervescenza politica del post maggio francese. Il ragazzo è combattuto tra l’impegno politico e le sue aspirazioni artistiche, che lo porteranno a viaggiare in Italia e poi a Londra; nel suo cammino dovrà fare una scelta tra la politica e l’arte. In questo percorso, per un breve periodo l’accompagnerà Christine (Lola Créton) anche lei fortemente impegnata politicamente. Il film, totalmente autobiografico, è un sequel de L’eau froide, in cui i due protagonisti innamorati sono Gilles e Christine, ma non sono inseriti in un contesto politico.
La pellicola si impone con un grande affresco di un periodo storico e ricostruendo in modo maniacale il fervore e la confusione di quegli anni. Il film è anche la rielaborazione della giovinezza del regista Assayas, infatti fa rivivere le problematiche dell’epoca, gli scontri studenteschi e la divisione tra le varie fazioni politiche: maoisti, anarchici, troskisti. Tutta la pellicola è pervasa da una forte energia collettiva. Il nucleo del film è il maggio 68, in cui è presente una presa di coscienza giovanile significativa. Siamo di fronte a un momento di grande libertà, di caos e anarchia dove le strutture sociali vengono ribaltate. Autobiografica anche la colonna sonora: ci sono brani dei Soft Machine, Syd Barrett, Dr Strangely. Questi anni il regista li colloca a Parigi, ma li immerge anche nella natura e nel folklore inglese. Lo script è molto ben costruito; il film è stato presentato al festival di Venezia e ha vinto premio Osella per la miglior sceneggiatura. I ruoli femminili (Laure e Christine) fanno ben capire quale fosse la posizione minoritaria delle donne, rispetto al "machismo" militante.
L’amore per l’arte accompagna questi giovani e porta Gilles, alter ego di Assayas, a scegliere tra la pittura e il cinema. La scelta sarà il cinema. Dice Gilles: "l’arte è solitudine; il cinema invece è un arte collettiva, usata non per un lavoro, ma per un percorso di esplorazione che porta alla comprensione del mondo". Nel cinema dell’epoca si contrappongono due correnti: una ha il totale disprezzo per la finzione, rivolgendosi al dogmatismo politico e al documentario sociale; l’altra esplora la creatività, che è la poetica della rivoluzione. Assayas filma con grande maestria: primi piani di grande respiro, uso del dolby e molte sequenze girate nell’oscurità rendono affascinante il racconto, il caos e la confusione giovanile. Gli attori, anche se sconosciuti sono tutti molto bravi. Unica attrice conosciuta, Lola Créton, apprezzata nel film Un amour de jeunesse di Mia Hansen-Love.
Assayas ricrea alla perfezione un periodo, dandoci il meglio del vintage, accompagnato da una musica accattivante e da un ambientazione bucolico-hippie. Il film non si pone soltanto come opera impegnata politicamente, ma vuole anche mostrare un percorso di crescita giovanile; quel sottile filo che divide l’infanzia dalla maturità. Unica pecca è l’eccessiva lentezza con cui si sviluppa la storia; che non va però a discapito della bellezza dell'opera. Il messaggio o meglio l’imput che il regista lancia ai giovani è di vitalità, energia, per contrastare la situazione politica attuale. Da ricordare.
Adele de Blasi
Après mai
Regia: Olivier Assayas
Cast: Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand,
Carole Combes, India Menuez
Genere: Drammatico
Produzione: Francia 2012
Distribuzione: Officine Ubu
Durata: 122 min.
Uscita: 17/01/2013
Voto 4 e 1/2 su 5
La pellicola si impone con un grande affresco di un periodo storico e ricostruendo in modo maniacale il fervore e la confusione di quegli anni. Il film è anche la rielaborazione della giovinezza del regista Assayas, infatti fa rivivere le problematiche dell’epoca, gli scontri studenteschi e la divisione tra le varie fazioni politiche: maoisti, anarchici, troskisti. Tutta la pellicola è pervasa da una forte energia collettiva. Il nucleo del film è il maggio 68, in cui è presente una presa di coscienza giovanile significativa. Siamo di fronte a un momento di grande libertà, di caos e anarchia dove le strutture sociali vengono ribaltate. Autobiografica anche la colonna sonora: ci sono brani dei Soft Machine, Syd Barrett, Dr Strangely. Questi anni il regista li colloca a Parigi, ma li immerge anche nella natura e nel folklore inglese. Lo script è molto ben costruito; il film è stato presentato al festival di Venezia e ha vinto premio Osella per la miglior sceneggiatura. I ruoli femminili (Laure e Christine) fanno ben capire quale fosse la posizione minoritaria delle donne, rispetto al "machismo" militante.
L’amore per l’arte accompagna questi giovani e porta Gilles, alter ego di Assayas, a scegliere tra la pittura e il cinema. La scelta sarà il cinema. Dice Gilles: "l’arte è solitudine; il cinema invece è un arte collettiva, usata non per un lavoro, ma per un percorso di esplorazione che porta alla comprensione del mondo". Nel cinema dell’epoca si contrappongono due correnti: una ha il totale disprezzo per la finzione, rivolgendosi al dogmatismo politico e al documentario sociale; l’altra esplora la creatività, che è la poetica della rivoluzione. Assayas filma con grande maestria: primi piani di grande respiro, uso del dolby e molte sequenze girate nell’oscurità rendono affascinante il racconto, il caos e la confusione giovanile. Gli attori, anche se sconosciuti sono tutti molto bravi. Unica attrice conosciuta, Lola Créton, apprezzata nel film Un amour de jeunesse di Mia Hansen-Love.
Assayas ricrea alla perfezione un periodo, dandoci il meglio del vintage, accompagnato da una musica accattivante e da un ambientazione bucolico-hippie. Il film non si pone soltanto come opera impegnata politicamente, ma vuole anche mostrare un percorso di crescita giovanile; quel sottile filo che divide l’infanzia dalla maturità. Unica pecca è l’eccessiva lentezza con cui si sviluppa la storia; che non va però a discapito della bellezza dell'opera. Il messaggio o meglio l’imput che il regista lancia ai giovani è di vitalità, energia, per contrastare la situazione politica attuale. Da ricordare.
Adele de Blasi
Après mai
Regia: Olivier Assayas
Cast: Clement Metayer, Lola Creton, Felix Armand,
Carole Combes, India Menuez
Genere: Drammatico
Produzione: Francia 2012
Distribuzione: Officine Ubu
Durata: 122 min.
Uscita: 17/01/2013
Voto 4 e 1/2 su 5
