Monsieur Lazhar (2012) di Philippe Falardeau

In Canada, la neve quando cade fa rumore. Sarà per via dei fiocchi pesanti, o forse per il vento gelido che la spinge; fatto sta che si appiccica velocemente ai cappotti rendendoli fradici. Bachir Lazhar intuisce questa peculiarità mentre cammina nel cortile della scuola con fare poliziesco. La sua Algeri è bianca di un colore decisamente più caldo e accogliente di quello di Montreal. Al clima avverso si aggiunge la melanconia della dipartita, che rende l’atmosfera circostante dura e impenetrabile. Ma l’insegnate Bachir è cosa diversa dall’uomo Bachir (vedi A Single Man di Tom Ford).
Sereno, comprensivo, con un sorriso accogliente che lo inserisce alla svelta nell’organico scolastico. La tragica morte della collega che lo ha preceduto, però scuote ancora gli animi dei suoi giovani alunni, tra i quali spiccano il bulletto Simon e la dolce Alice. I due esprimono in modo differente il dolore a cui hanno assistito, soffocandolo nella rabbia (Simon), e nella ricerca di comprensione (Alice). L’insegnate Bachir vorrebbe aiutare i bambini attraverso il dialogo, ma la presidenza decide che è meglio far dimenticare la faccenda il prima possibile. I lavori di Martine Lachance vengono così rimossi e le pareti della classe ripitturate. La repressione sentimentale funziona fino a quando non viene dato modo alla classe di esprimersi in un tema libero, dove Alice ritira fuori l’argomento con la matura semplicità d’innocenza. Nel frattempo, l’uomo Baschir è alle prese con la burocrazia canadese per questioni inerenti al suo status di cittadinanza. Il sorgere - o meglio il risorgere - di queste due problematiche, scuote la trama in un’acqua grigiastra, tinta da note musicali lente che preannunciano un finale in commozione. Finale che poi arriva, ridente in volto e grattato di pianto in gola.
Monsieur Lazhar è la tipica pellicola di stampo francofono. Una commedia drammatica incentrata sul tema della maturità dei più piccoli, che rientra nelle sceneggiature d’oltralpe; già focalizzate, da due anni a questa parte, sul rapporto grandi-piccoli – basti pensare a Il Ragazzo con la Bicicletta dei fratelli Dardenne e a Sister di Ursula Meier. Decisiva anche in questo caso, è la bravura dei giovani attori, che parlando più con il corpo (in particolari gli occhi) che a voce, donano alla storia una tristezza pura che urta il cuore proprio perché autentica e mai eccessiva. Siamo insomma lontani dal sensazionalismo americano; qui la forbice è meno netta, e le sfumature di colore sono sempre le sole a tingere lo sfondo senza appiattirlo.

Paolo Buonvino








Monsieur Lazhar
Bachir Lazhar
Regia: Philippe Falardeau
Cast: Fellag, Sophie Nélisse, Danielle Proulx,
Jules Philip, Émilien Néron
Genere: Drammatico
Produzione: Canada, 2011
Distribuzione: Officine Ubu
Durata: 94 min.
Uscita: 31/08/2012
Voto: 3/5
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